TEORIE DA VJ - VI: FRATTALI E FRATTAGLIE
È solo un esempio per non sottovalutare
le potenzialità che ci vengono offerte.
Sta a noi scegliere se fare pura e
semplice "decorazione" o tentare di
raccontare qualcosa in più: esistono
decorazioni raffinatissime che creano un
ambiente visivo e sonoro unico. Non credo
che tutti pretendano per forza di
"lasciare qualcosa" del proprio lavoro, a
fine spettacolo. Sono scelte più o meno
consapevoli.
I salva-schermo, i frattali, gli effetti
visivi "alla ITunes" per intenderci, sono
ipnotici e in quanto tali "catturano
l'attenzione" ma direi che usare solo
questi significa relegare il VJ al ruolo
di tecnico delle luci da festina, come ho
già scritto.
Negli anni '60, gli esperimenti di film
underground psichedelici facevano cose
simili e penso che lascino il tempo che
trovano.
Anche in questo caso (ma è sempre una mia
opinione): se il contesto del quale si
parla è un rave, dove tutto, dalla musica
alle luci alle sostanze devono concorrere
a mandare in "trance" il pubblico (o a
rincoglionirlo, secondo i punti di vista)
ci stanno pure i frattali. Buon viaggio.
TEORIE DA VJ - V: FARE IMMAGINI
Il fatto è
che amo le storie.
Come spettatore, spesso mi mancano,
coperte da effetti speciali.
Non sto dando un giudizio moralistico.
Per quanto mi riguarda sono uno dei tanti
malati di zapping che potrebbe starsene
ad osservare 5 schermi
contemporaneamente. Soffro da una
dipendenza da telefilm americani e da
film in generale.
Il fatto è che le amo davvero.
Non sempre ci riesco a raccontarle ma mi
capita di usare i mezzi più diversi per
farlo. Perchè amo pure gli effetti
speciali.
La difficoltà di farlo "dal vivo" e con i
mezzi del VJ sta nei motivi che ho
scritto prima.
Se dovessi fare un paragone con la
letteratura, direi che un romanzo sta a
un film come una parola sta ad
un'immagine statica.
In mezzo, sia nella letteratura che
nell'arte visiva, vi sono moltissime
forme di espressione diversi come
racconti e poesie brevi, filastrocche,
ossìmori, haiku, metafore da una parte e
spot, cortometraggi, gif animate,
slideshows, videoinstallazioni, ecc.
Dai futuristi in poi vi sono state
ibridazioni come le "poesie visive" dove
la grafica e il lettering disegnavano
partiture letterarie. Il VJing, senza
aver per forza pretese culturali
particolari, si può inserire in qualche
modo in questa scia.
C'è ritmo, velocità, brevità delle clip e
montaggio rapido: tutti elementi che
possono concorrere a creare un "mood",
delle impressioni più o meno emozionanti,
dei corto-circuiti che si avvicinano allo
spiazzamento che si può provare leggendo
gli haiku.
C'è sempre una colonna sonora che
comunque darà l'inizio e la fine di un
discorso, quindi nulla vieta di
strutturare il proprio progetto come una
serie di "capitoli" di un discorso più
ampio.