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art, CINEMA, immagini, in italiano, lezioni, theory, visual, vj
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TEORIE DA VJ - VI: FRATTALI E FRATTAGLIE

06/04/07 04:21 Archiviato in:creativity


È solo un esempio per non sottovalutare le potenzialità che ci vengono offerte. Sta a noi scegliere se fare pura e semplice "decorazione" o tentare di raccontare qualcosa in più: esistono decorazioni raffinatissime che creano un ambiente visivo e sonoro unico. Non credo che tutti pretendano per forza di "lasciare qualcosa" del proprio lavoro, a fine spettacolo. Sono scelte più o meno consapevoli.
I salva-schermo, i frattali, gli effetti visivi "alla ITunes" per intenderci, sono ipnotici e in quanto tali "catturano l'attenzione" ma direi che usare solo questi significa relegare il VJ al ruolo di tecnico delle luci da festina, come ho già scritto.
Negli anni '60, gli esperimenti di film underground psichedelici facevano cose simili e penso che lascino il tempo che trovano.
Anche in questo caso (ma è sempre una mia opinione): se il contesto del quale si parla è un rave, dove tutto, dalla musica alle luci alle sostanze devono concorrere a mandare in "trance" il pubblico (o a rincoglionirlo, secondo i punti di vista) ci stanno pure i frattali. Buon viaggio.

Tag: art, CINEMA, immagini, in italiano, lezioni, theory, visual, vj

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TEORIE DA VJ - V: FARE IMMAGINI

05/04/07 04:18 Archiviato in:creativity

Il fatto è che amo le storie.
Come spettatore, spesso mi mancano, coperte da effetti speciali.
Non sto dando un giudizio moralistico. Per quanto mi riguarda sono uno dei tanti malati di zapping che potrebbe starsene ad osservare 5 schermi contemporaneamente. Soffro da una dipendenza da telefilm americani e da film in generale.
Il fatto è che le amo davvero.
Non sempre ci riesco a raccontarle ma mi capita di usare i mezzi più diversi per farlo. Perchè amo pure gli effetti speciali.

La difficoltà di farlo "dal vivo" e con i mezzi del VJ sta nei motivi che ho scritto prima.
Se dovessi fare un paragone con la letteratura, direi che un romanzo sta a un film come una parola sta ad un'immagine statica.
In mezzo, sia nella letteratura che nell'arte visiva, vi sono moltissime forme di espressione diversi come racconti e poesie brevi, filastrocche, ossìmori, haiku, metafore da una parte e spot, cortometraggi, gif animate, slideshows, videoinstallazioni, ecc.

Dai futuristi in poi vi sono state ibridazioni come le "poesie visive" dove la grafica e il lettering disegnavano partiture letterarie. Il VJing, senza aver per forza pretese culturali particolari, si può inserire in qualche modo in questa scia.

C'è ritmo, velocità, brevità delle clip e montaggio rapido: tutti elementi che possono concorrere a creare un "mood", delle impressioni più o meno emozionanti, dei corto-circuiti che si avvicinano allo spiazzamento che si può provare leggendo gli haiku.
C'è sempre una colonna sonora che comunque darà l'inizio e la fine di un discorso, quindi nulla vieta di strutturare il proprio progetto come una serie di "capitoli" di un discorso più ampio.

Tag: art, CINEMA, immagini, in italiano, lezioni, theory, visual, vj

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