Brucia, Lee, Brucia!
02/06/09 03:53 Archiviato in:tv
Io non sono un fan di Bruce Lee. Premessa
necessaria perchè qualche otaku si
incazzi.
Ma sono un fan delle serie tv. Rimando ad altri post le mie preferenze e spiegazioni.
Scrivo solo per dire che è nella mia top 10 delle serie più infauste che mi sia capitato di vedere. Non obnubilato dall'ammirazione per la tutina gialla, mi sono più soffermato sugli aspetti della narrazione, della regia e della recitazione.
Quello che forse pesa di più sul mio giudizio è la sproporzione tra il budget della produzione (oltre 7milioni di dollari)ed il risultato finale. Ne ho viste alcune puntate, poi alcune in replica (visto che rai4 ripete lo stesso episodio anche 3 volte al giorno, poi ne manda alcuni in modo random e insensato).
Se avesse avuto un budget da film porno, avrei capito molte scelte (e molti errori).
Insomma: non ho avuto molti altri motivi per cercarmi le puntate che avevo perso.
La leggenda di Bruce Lee è un telefilm biografico che -probabilmente perchè Prodotto dalla televisione di Stato cinese CCTV- ricorda la retorica dei film di propaganda cinese (almeno loro divertenti, colorati e kitsch!) con dialoghi da telenovela anni '80.
Ad ogni puntata “Danny” Chan Kwok-kwan (già interprete di film come “Shaolin Soccer” e “Kung Fusion”, film che sarebbero buoni se gli italiani non credessero che sono più divertenti se doppiati in dialetto o da calciatori con difficoltà fonatorie) non fa che ricordare a tutti quanto sia bello e importante il messaggio delle arte marziali e del volemose bene e tutti gli si inchinano davanti. Ogni gesto è rigorosamente accompagnato da qualche gesto maschio e incomprensibile e dalla mascella soddisfatta degli interpreti.
L'aspetto notevole è che l'attore è fisicamente somigliante e ci si diverte a scovare i numerosi errori ad ogni puntata, ma sono più i quadretti familiari accompagnati da una struggente pianola bontempi e quelli dove lui, sconfiggendo qualcuno, se lo fa amico, appropriandosi immediatamente della sua tecnica... un aspirapoteri da videogame.
Il doppiaggio moltiplica l'effetto telenovela e la canzone della sigla è tamarrissima e cantata da Emma Re (Il cognome Cortella era troppo difficile da pronunciare). Vengo a sapere che "...e' la prima cantante straniera a ottenere un tale privilegio ed in Cina e' stata addirittura modificata una legge perche' questo fosse possibile". Mah...
Lo schematismo può avere una sua ragione (non giustificazione!) nel fatto che la serie è stata costruita con un format modulare a seconda dei Paesi in cui viene distribuita: o 50 episodi da 47 minuti, o 30 episodi da 47 minuti o, infine, 2 tv-movie 90 minuti.
Insomma: a seconda dei soldi che una televisione vuole investire in un pessimo prodotto, può scegliere.
Mi fa piacere leggere in giro che molti veri ammiratori di Bruce Lee la pensino così: in più loro si sono sentiti traditi nel vedere trattato così il loro eroe.
(Qui sotto, episodio di batman con una battuta di bruce lee nella parte di Kato)
Ma sono un fan delle serie tv. Rimando ad altri post le mie preferenze e spiegazioni.
Scrivo solo per dire che è nella mia top 10 delle serie più infauste che mi sia capitato di vedere. Non obnubilato dall'ammirazione per la tutina gialla, mi sono più soffermato sugli aspetti della narrazione, della regia e della recitazione.
Quello che forse pesa di più sul mio giudizio è la sproporzione tra il budget della produzione (oltre 7milioni di dollari)ed il risultato finale. Ne ho viste alcune puntate, poi alcune in replica (visto che rai4 ripete lo stesso episodio anche 3 volte al giorno, poi ne manda alcuni in modo random e insensato).
Se avesse avuto un budget da film porno, avrei capito molte scelte (e molti errori).
Insomma: non ho avuto molti altri motivi per cercarmi le puntate che avevo perso.
La leggenda di Bruce Lee è un telefilm biografico che -probabilmente perchè Prodotto dalla televisione di Stato cinese CCTV- ricorda la retorica dei film di propaganda cinese (almeno loro divertenti, colorati e kitsch!) con dialoghi da telenovela anni '80.
Ad ogni puntata “Danny” Chan Kwok-kwan (già interprete di film come “Shaolin Soccer” e “Kung Fusion”, film che sarebbero buoni se gli italiani non credessero che sono più divertenti se doppiati in dialetto o da calciatori con difficoltà fonatorie) non fa che ricordare a tutti quanto sia bello e importante il messaggio delle arte marziali e del volemose bene e tutti gli si inchinano davanti. Ogni gesto è rigorosamente accompagnato da qualche gesto maschio e incomprensibile e dalla mascella soddisfatta degli interpreti.
L'aspetto notevole è che l'attore è fisicamente somigliante e ci si diverte a scovare i numerosi errori ad ogni puntata, ma sono più i quadretti familiari accompagnati da una struggente pianola bontempi e quelli dove lui, sconfiggendo qualcuno, se lo fa amico, appropriandosi immediatamente della sua tecnica... un aspirapoteri da videogame.
Il doppiaggio moltiplica l'effetto telenovela e la canzone della sigla è tamarrissima e cantata da Emma Re (Il cognome Cortella era troppo difficile da pronunciare). Vengo a sapere che "...e' la prima cantante straniera a ottenere un tale privilegio ed in Cina e' stata addirittura modificata una legge perche' questo fosse possibile". Mah...
Lo schematismo può avere una sua ragione (non giustificazione!) nel fatto che la serie è stata costruita con un format modulare a seconda dei Paesi in cui viene distribuita: o 50 episodi da 47 minuti, o 30 episodi da 47 minuti o, infine, 2 tv-movie 90 minuti.
Insomma: a seconda dei soldi che una televisione vuole investire in un pessimo prodotto, può scegliere.
Mi fa piacere leggere in giro che molti veri ammiratori di Bruce Lee la pensino così: in più loro si sono sentiti traditi nel vedere trattato così il loro eroe.
(Qui sotto, episodio di batman con una battuta di bruce lee nella parte di Kato)
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