TEORIE DA VJ - VII: DIRE E NON DIRE
Vorrei
continuare a parlare di immagini e
percezione.
Si può anche decidere ogni tanto di farne
a meno, delle immagini, come si può
decidere di stare in silenzio (pratica
mai troppo frequentata).
Come le pause sono parte integrante nella
musica, i silenzi nella recitazione, il
vuoto intorno ad un disegno, lo spazio
intorno ad una scultura, il nero o
un'interruzione nel ritmo di un filmato
sono essenziali per il risultato finale.
Ho sempre avuto difficoltà a capire se il
mio ritmo interiore corrispondesse a
quello che gli altri percepivano. Anche
qui: provare e riprovare. L'intuizione si
affina con il tempo e un'immagine ci
appare al posto giusto perchè non
potrebbe stare da un'altra parte.
TEORIE DA VJ - VI: FRATTALI E FRATTAGLIE
È solo un esempio per non sottovalutare
le potenzialità che ci vengono offerte.
Sta a noi scegliere se fare pura e
semplice "decorazione" o tentare di
raccontare qualcosa in più: esistono
decorazioni raffinatissime che creano un
ambiente visivo e sonoro unico. Non credo
che tutti pretendano per forza di
"lasciare qualcosa" del proprio lavoro, a
fine spettacolo. Sono scelte più o meno
consapevoli.
I salva-schermo, i frattali, gli effetti
visivi "alla ITunes" per intenderci, sono
ipnotici e in quanto tali "catturano
l'attenzione" ma direi che usare solo
questi significa relegare il VJ al ruolo
di tecnico delle luci da festina, come ho
già scritto.
Negli anni '60, gli esperimenti di film
underground psichedelici facevano cose
simili e penso che lascino il tempo che
trovano.
Anche in questo caso (ma è sempre una mia
opinione): se il contesto del quale si
parla è un rave, dove tutto, dalla musica
alle luci alle sostanze devono concorrere
a mandare in "trance" il pubblico (o a
rincoglionirlo, secondo i punti di vista)
ci stanno pure i frattali. Buon viaggio.
TEORIE DA VJ - V: FARE IMMAGINI
Il fatto è
che amo le storie.
Come spettatore, spesso mi mancano,
coperte da effetti speciali.
Non sto dando un giudizio moralistico.
Per quanto mi riguarda sono uno dei tanti
malati di zapping che potrebbe starsene
ad osservare 5 schermi
contemporaneamente. Soffro da una
dipendenza da telefilm americani e da
film in generale.
Il fatto è che le amo davvero.
Non sempre ci riesco a raccontarle ma mi
capita di usare i mezzi più diversi per
farlo. Perchè amo pure gli effetti
speciali.
La difficoltà di farlo "dal vivo" e con i
mezzi del VJ sta nei motivi che ho
scritto prima.
Se dovessi fare un paragone con la
letteratura, direi che un romanzo sta a
un film come una parola sta ad
un'immagine statica.
In mezzo, sia nella letteratura che
nell'arte visiva, vi sono moltissime
forme di espressione diversi come
racconti e poesie brevi, filastrocche,
ossìmori, haiku, metafore da una parte e
spot, cortometraggi, gif animate,
slideshows, videoinstallazioni, ecc.
Dai futuristi in poi vi sono state
ibridazioni come le "poesie visive" dove
la grafica e il lettering disegnavano
partiture letterarie. Il VJing, senza
aver per forza pretese culturali
particolari, si può inserire in qualche
modo in questa scia.
C'è ritmo, velocità, brevità delle clip e
montaggio rapido: tutti elementi che
possono concorrere a creare un "mood",
delle impressioni più o meno emozionanti,
dei corto-circuiti che si avvicinano allo
spiazzamento che si può provare leggendo
gli haiku.
C'è sempre una colonna sonora che
comunque darà l'inizio e la fine di un
discorso, quindi nulla vieta di
strutturare il proprio progetto come una
serie di "capitoli" di un discorso più
ampio.
TEORIE DA VJ - IV: AFFINITÀ E DIVERGENZE...
A
differenza del DJ tradizionale, di solito
chi si interessa di VJing ha competenze e
interessi particolari. Di solito ha
conoscenze in campo grafico, informatico,
cinematografico, etc. Spesso ha qualche
anno (diciamo "un po' di esperienze") in
più rispetto a chi comincia a mischiare
dischi. È solo che i mezzi si sono resi
più disponibili da poco.
Per quanto mi riguarda, credo che
aspettassi solo di avere certi mezzi per
poter fare i miei esperimenti. Non è
questione di fare affidamento solo sulla
tecnologia, ma se, per esempio, volessi
proiettare in diretta una cosa su un
palazzo, fino a qualche anno fa mi sarei
dovuto chiamare Greenaway per farlo.
(NOTA: sto parlando di mezzi tecnologici,
non di bravura e genialità!).
Chi ama il cinema si deve scontrare con
la mancanza di linearità e con il
montaggio "in diretta". Di sicuro non può
pensare di raccontare qualcosa allo
stesso modo e forse non sarebbe neppure
giusto pensare di farlo, in situazioni
nelle quali le persone dovrebbero ballare
e non stare sedute in poltrona a guardare
un film.
È un modo difficile e completamente nuovo
di raccontare le cose, legato a diversi
fattori e la riuscita, parlando di
performance dal vivo, è condizionata
dalla logistica e dal contesto nel quale
sono inserite.
TEORIE DA VJ - III: SCUOLE
Evito di
categorizzare e parlare di scuole, un po'
per quello che ho scritto sopra, un po'
perchè non sono uno di quei giornalisti
che scrivono di ogni gruppo che esce
"Ecco i nuovi Beatles!". Non escludo di
essere piuttosto ignorante e questa è
sempre una buona ragione per non
azzardare cazzate. Come ho detto, le mie
sono impressioni e constatazioni...
Siamo in una fase di boom o di pre-boom
del VJing?
Di solito queste fasi sono
contraddistinte da masse scoordinate -in
questo caso di immagini- che si riversano
in pubblico. Forse sono le fasi più
confuse ed allo stesso tempo più vitali,
con un ribollire di false aspettative,
vere scoperte, lampi di genio, solenni
sòle e molto altro.
Un tipico augurio cinese è: ti auguro di
vivere in tempi interessanti. Credo che
questi lo siano, anche se alle volte sono
irritanti
La dinamica di questi cicli mi porta a
credere che seguirà una fase di
assestamento dove, con il concorso del
mercato e della tecnologia, avverrà una
selezione e una conseguente
categorizzazione, con i soliti
battibecchi sulla presunta supremazia di
una scuola sull'altra, tipo "Mac contro
PC".
BTW: io uso Mac da sempre. Li amo e li
odio per svariati motivi. Semplicemente
credo che questo tipo di discussioni
siano oziose e alimentate dalle case
produttrici solo per far parlare di sé.
Noia allo stato puro.
Direi che questa strada è un continuo
work in progress, segnato come si è detto
da innovazioni tecnologiche, tendenze
musicali e quant'altro, quindi non
avrebbe molto senso individuare delle
vere e proprie "scuole". Farlo
significherebbe dover aggiornare le
categorie ogni mese. Lasciamo per ora
questo lavoro ai giornalisti di tendenza
e alle loro profezie auto-avveranti.
TEORIE DA VJ - II: MISCHIARE LE IMMAGINI (non seguirà dibattito)
Tenendo
presente che qui sto facendo solo teoria
e che questa può sembrare seriosa o
pesante, cerco di non dimenticare che
molto spesso le immagini vanno mischiate
con leggerezza e nella maggior parte dei
VJ set devono accompagnare la musica e
far ballare. Di una cosa sono sicuro:
dopo i VJ set di solito non seguirà
dibattito. Per fortuna.
Penso che il termine VJ sia adatto per il
luogo dal quale è nato ma allo stesso
tempo rischi di diventare un limite
rispetto agli sviluppi che sta avendo.
Non mi preoccuperei troppo di trovare ora
una definizione precisa: è una cosa in
continua evoluzione e, se da una parte il
parallelo tra DJ e VJ (mixare musica /
mixare video) diventa poco interessante
se si relega la parte visuale a una
semplice fonte luminosa (una specie di
evoluzione delle luci psichedeliche delle
festine alle medie, insomma); dall'altra
la video-arte, da N.J.Paik in poi ha
avuto diramazioni così diverse che è
difficile segnare i confini.
I canali di fruizione sono differenti e
non mi sento di non definire Arte quello
che passa su uno schermo durante un
concerto o in discoteca o di definire per
forza Arte quella di certe
video-installazioni alla Biennale di
Venezia: non credo si debbano confondere
categorie tecniche legate ai media
utilizzati con stili artistici.
Il VJing, poi, è una commistione di
performance dal vivo e lavoro in studio
che forse lo fa somigliare di più ad un
musicista che esegue una composizione con
i suoi strumenti, oppure ad un attore o a
un danzatore.
Amo l'aspetto teatrale che mischia una
grande preparazione a priori ma poi si
gioca tutto dal vivo,
nell'interpretazione e alle volte
nell'improvvisazione.
Questo aspetto di unicità e effimero pone
il VJ al di fuori delle solite categorie
dell'arte visiva e, probabilmente per una
questione di mercato, lo pone di più
nell'ambito dei performer.
Le collaborazioni tra DJ nelle loro forme
più ibridate, che si avvicinano ormai a
veri e propri musicisti e VJ che sono
anche registi o grafici offrono risultati
a volte sorprendenti.
Tutto questo non sarebbe possibile se non
ci fosse una concomitanza di diversi
fattori, in particolare:
-grande richiesta di nuovi eventi
spettacolari per l'intrattenimento.
-grande disponibilità di tecnologia a
prezzi abbordabili (sicuramente più
accessibili di pochi anni fa).
Quest'ultimo punto, soprattutto, ha reso
disponibili computer portatili,
telecamere e videoproiettori ad una
"massa creativa" che fino a poco tempo fa
poteva solo sognarseli.
TEORIE DA VJ - I: FARE IMMAGINI
Quelle che
seguono sono idee, appunti e spunti che
in parte ho utilizzato durante mie
lezioni o articoli e in altri blog, in
parte le ho pensate per l'occasione.
Credo sia del bagaglio che conviene
rimettere un po' in ordine per ripartire.
Sono una base di partenza (la mia base)
per possibili discussioni (che mi auguro
sempre di avere) sulle immagini in
generale e sul loro uso in particolare
(VJing compreso, of course).
Sono riflessioni/impressioni con tutti i
limiti del caso e sono, la maggior parte
delle volte, nate dopo errori che ho
fatto e che continuerò a fare. Possiamo
solo scintille a chi ha la combustione
facile.
Il primo
pezzo è:
FARE IMMAGINI
Cominciamo con delle banalità e qualche
domanda:
-Siamo diventati esseri principalmente
visivi.
-Le immagini ingannano.
-Siamo sopraffatti da immagini in tutti i
formati.
Perché allora aggiungere immagini ad
altre immagini?
È davvero necessario contribuire
all'inflazione visiva?
Dal momento che abbiamo deciso di
lavorare con esse, direi che: sì, forse
andremo ad aggiungere acqua ad un
bicchiere già troppo pieno e torbido.
Possiamo preoccuparci di dire qualcosa
attraverso le nostre immagini, oppure
renderle così cristalline da riempire e
ripulire il bicchiere.
Aspirare a questo mi sembra giusto.
Tentare. Non per forza riuscirci.
Ritentare. Sperimentare.
Sicuramente giocare.