TEORIE DA VJ - V: FARE IMMAGINI | creativity | peppo
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20/07/10 19:14
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TEORIE DA VJ - V: FARE IMMAGINI

05/04/07 04:18 Archiviato in:creativity

Il fatto è che amo le storie.
Come spettatore, spesso mi mancano, coperte da effetti speciali.
Non sto dando un giudizio moralistico. Per quanto mi riguarda sono uno dei tanti malati di zapping che potrebbe starsene ad osservare 5 schermi contemporaneamente. Soffro da una dipendenza da telefilm americani e da film in generale.
Il fatto è che le amo davvero.
Non sempre ci riesco a raccontarle ma mi capita di usare i mezzi più diversi per farlo. Perchè amo pure gli effetti speciali.

La difficoltà di farlo "dal vivo" e con i mezzi del VJ sta nei motivi che ho scritto prima.
Se dovessi fare un paragone con la letteratura, direi che un romanzo sta a un film come una parola sta ad un'immagine statica.
In mezzo, sia nella letteratura che nell'arte visiva, vi sono moltissime forme di espressione diversi come racconti e poesie brevi, filastrocche, ossìmori, haiku, metafore da una parte e spot, cortometraggi, gif animate, slideshows, videoinstallazioni, ecc.

Dai futuristi in poi vi sono state ibridazioni come le "poesie visive" dove la grafica e il lettering disegnavano partiture letterarie. Il VJing, senza aver per forza pretese culturali particolari, si può inserire in qualche modo in questa scia.

C'è ritmo, velocità, brevità delle clip e montaggio rapido: tutti elementi che possono concorrere a creare un "mood", delle impressioni più o meno emozionanti, dei corto-circuiti che si avvicinano allo spiazzamento che si può provare leggendo gli haiku.
C'è sempre una colonna sonora che comunque darà l'inizio e la fine di un discorso, quindi nulla vieta di strutturare il proprio progetto come una serie di "capitoli" di un discorso più ampio.

Tag: art, CINEMA, immagini, in italiano, lezioni, theory, visual, vj

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